Nello studio dentistico quasi tutti gli scarti del Sistema TS hanno poche cause, e si ripetono. Le più comuni sono un codice fiscale del paziente sbagliato o mancante, un tipo di spesa non previsto, un importo non ammissibile, date non valide, documenti già inviati e file con problemi tecnici. C’è poi un errore che non produce nessun messaggio: pensare che il protocollo di ricezione voglia dire che l’invio è andato bene. Qui trovi come riconoscere ciascun errore, come correggerlo e reinviarlo, entro quando farlo e quanto costa ogni comunicazione sbagliata.
Il primo errore si fa prima ancora di leggere un codice. Quando invii il file, il Sistema TS rilascia un protocollo e molti studi si fermano lì. Ma, come spiegano le indicazioni tecniche del Sistema TS, il protocollo attesta soltanto la ricezione del file. L’esito si verifica con la ricevuta, che puoi consultare sul sito del Sistema TS o scaricare via web service. I dati dei file scartati non si considerano acquisiti.
Quindi uno studio che conserva solo i protocolli può essere convinto di aver trasmesso tutto anche con decine di fatture scartate. Il paziente lo scopre quando apre la precompilata e non trova la spesa. Tu lo scopri quando ti chiama.
Nella ricevuta ogni anomalia ha un codice. La tabella degli errori del Sistema TS li divide in due famiglie:
Buona pratica: chi si occupa degli invii in segreteria apre la ricevuta dopo ogni trasmissione e annota gli scarti in un elenco, con numero di documento, codice e data di correzione. Bastano pochi minuti e quell’elenco ti serve anche se arriva una contestazione.
È lo scarto più comune. La tabella ufficiale lo divide in tre codici: S011 se il codice fiscale del cittadino è formalmente errato, S018 se è vuoto, S019 se non si riesce a decifrarlo. Quasi sempre nasce in accettazione: un carattere scambiato (0 e O, 1 e I), il codice di un familiare al posto di quello del paziente, un’anagrafica creata in fretta per un’urgenza e mai completata.
Come prevenirlo: copia il codice fiscale dalla tessera sanitaria alla prima visita, non dettato a voce. Fai attenzione ai minori: la fattura e la spesa vanno intestate correttamente, e il codice fiscale trasmesso deve essere quello giusto per la detrazione. Se un paziente ti dà un codice nuovo o corretto, aggiorna l’anagrafica prima di emettere altri documenti.
Ogni spesa va trasmessa con una tipologia. Secondo le FAQ dell’Agenzia delle Entrate sulla precompilata, le tipologie TK, FC, AD, AS, SR e SP confluiscono in generale tra le spese sanitarie detraibili. CT, PI e IC sono detraibili solo a certe condizioni, mentre AA comprende le altre spese non detraibili. Se usi un codice non previsto per la tua categoria di soggetto inviante, il documento viene scartato. Se usi un codice ammesso ma sbagliato, la spesa arriva nella precompilata nel posto sbagliato.
Come prevenirlo: associa la tipologia alla prestazione nel listino, una volta sola, invece di sceglierla a ogni fattura. Le prestazioni non sanitarie, come alcuni prodotti venduti in studio, vanno classificate a parte.
Per ogni spesa il Sistema TS chiede di indicare se il pagamento è tracciabile o non tracciabile. Le modalità di invio pubblicate dal Sistema TS spiegano che il dato è obbligatorio per tutti i documenti non esclusi dalla disciplina. Restano fuori medicinali, dispositivi medici e prestazioni di strutture pubbliche o private accreditate al SSN. Per uno studio privato, quindi, il campo va compilato quasi sempre.
Il rischio più comune è il pagamento misto: acconto in contanti e saldo con POS, oppure un piano di cure pagato a rate con mezzi diversi. Se gestisci spesso pagamenti dilazionati, nella nostra guida ai pagamenti rateali dei pazienti trovi come impostare fatture e incassi in modo coerente.
Tra gli scarti ufficiali ci sono anche gli importi non ammessi: valori negativi dove non previsti, importi a zero o totali che non corrispondono alle voci. Di solito succede con gli sconti applicati a mano, con le note di credito trasmesse in modo sbagliato o con la marca da bollo inserita come voce di spesa.
Come prevenirlo: gli storni vanno trasmessi come documenti di rimborso collegati alla fattura originale, non come fatture con importo negativo. Sul bollo, la guida alla marca da bollo sulle fatture sanitarie chiarisce quando si applica e come registrarlo.
Data di emissione e data di pagamento sono due campi diversi, e confonderli è un errore frequente. Una data di pagamento precedente alla prestazione senza un acconto registrato, una data futura o una data fuori dall’anno di riferimento possono far scartare il documento o spostare la spesa nell’anno sbagliato della dichiarazione del paziente.
Se invii di nuovo un documento già acquisito come se fosse un nuovo inserimento, il sistema lo segnala come identificativo già presente. Capita spesso quando si reinvia un file intero dopo uno scarto parziale: le fatture già accolte tornano indietro come duplicati, insieme a quelle corrette. Reinvia solo i documenti scartati, e per correggere un documento già acquisito usa la variazione, non un nuovo inserimento.
Una parte degli errori in tabella riguarda il soggetto che invia: codice fiscale o partita IVA del titolare non coerenti, credenziali scadute, delega non attiva. Negli studi con più professionisti o con un intermediario succede spesso che le spese di un collaboratore vengano inviate con i dati di un altro. Per chi non ha una Carta Operatore CNS, come ricorda l’Ordine dei Medici di Firenze, le credenziali di accesso si chiedono all’Ordine. Se l’invio lo fa la segreteria o il commercialista, verifica la delega come spieghiamo nella guida alla delega del Sistema TS.
File non conforme al tracciato, cifratura sbagliata dei codici fiscali, caratteri non ammessi, dimensioni eccessive. Questi errori scartano il file intero, non un solo documento. Se ricevi un errore di file, non correggere a mano dentro il file: rigeneralo dal gestionale dopo aver corretto il dato all’origine.
È l’errore che compare più spesso nelle domande degli studi. Succede quando nell’anagrafica del paziente resta attiva la fatturazione elettronica tramite SDI invece della trasmissione al Sistema TS. Per le prestazioni sanitarie verso persone fisiche valgono regole specifiche, che abbiamo raccolto nella guida all’invio delle fatture allo SDI per dentisti.
Cosa fare subito: controlla che la spesa risulti anche al Sistema TS e, se manca, trasmettila. Su come trattare il documento già passato dallo SDI decidi insieme al tuo commercialista, prima di emettere note di credito o nuove fatture. Poi correggi l’impostazione dell’anagrafica, perché un errore di configurazione si ripete su tutte le fatture successive.
| Errore | Dove nasce | Prevenzione |
|---|---|---|
| Codice fiscale errato o vuoto (S011, S018, S019) | Accettazione, anagrafica | Copia dalla tessera sanitaria, controllo alla prima visita |
| Tipo di spesa non previsto | Listino, fattura | Tipologia associata alla prestazione nel listino |
| Pagamento tracciabile mancante | Incasso | Mezzo di pagamento registrato a ogni incasso |
| Importo non ammissibile | Sconti, storni, bollo | Storni come rimborsi collegati, bollo gestito a parte |
| Date non valide | Emissione e incasso | Data di pagamento separata dalla data del documento |
| Documento già presente | Reinvio | Reinvio dei soli scartati, variazioni per i documenti acquisiti |
| Dati titolare e credenziali | Configurazione | Delega e credenziali controllate a inizio anno |
| File non conforme | Generazione file | Rigenerazione dal gestionale, mai correzioni a mano |
| Fattura inviata allo SDI | Anagrafica paziente | Canale di invio controllato in anagrafica |
La procedura è sempre la stessa. Ti conviene metterla per iscritto in studio, così chiunque la segue allo stesso modo.
Se è il paziente a trovare un’incongruenza nella precompilata, può segnalarla al Sistema TS. Come spiega la pagina del Sistema TS dedicata ai cittadini, la segnalazione può riguardare importi, classificazione della spesa e titolarità del documento. Quando ricevi una segnalazione di questo tipo, verifica subito il documento: spesso rivela un errore di impostazione che riguarda anche altri pazienti.
Ricorda anche che il paziente può chiedere di non trasmettere i dati di una spesa. La richiesta va registrata quando emetti il documento, non dopo l’invio.
Dalle spese sostenute nel 2025 l’invio al Sistema TS è annuale, come indicano le risposte dell’Agenzia delle Entrate sulle spese sanitarie. La norma è l’articolo 12 del decreto legislativo 8 gennaio 2024, n. 1, nella versione sostituita dal decreto legislativo 12 giugno 2025, n. 81. Il calendario aggiornato con le date di ogni anno è pubblicato sul portale del Sistema TS, e conviene controllarlo lì a inizio anno.
Con l’invio annuale cambia anche il modo di lavorare. Prima gli scarti venivano fuori a ogni scadenza. Ora un errore fatto a febbraio rischia di emergere solo a fine anno, quando le fatture da correggere possono essere centinaia e i tempi sono stretti. Per questo ti consigliamo di fare invii di prova o controlli periodici durante l’anno, se la tua procedura lo permette, e di non aspettare l’ultima settimana.
Per gli errori c’è una finestra breve. Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze richiamato dal Sistema TS prevede che, in caso di errata trasmissione, i dati corretti vadano inviati entro i cinque giorni successivi alla scadenza ordinaria per ottenere la regolarizzazione. Cinque giorni sono pochi se la ricevuta non la legge nessuno.
Per la procedura completa di invio, passo per passo, trovi la nostra guida operativa all’invio delle spese sanitarie.

La sanzione per omessa, tardiva o errata trasmissione è di 100 euro per ogni comunicazione, cioè per ogni singolo documento di spesa, con un tetto massimo annuo. Lo conferma la risoluzione n. 22/E del 2022 dell’Agenzia delle Entrate, che chiarisce anche come applicare il ravvedimento operoso a queste violazioni.
In pratica:
Un esempio aiuta a capire le cifre. Uno studio che sbaglia l’impostazione del pagamento tracciabile su tutte le fatture di un mese può avere decine di documenti errati. A 100 euro l’uno, un errore di configurazione diventa una cifra importante. Calcolo del ravvedimento e versamento vanno fatti con il tuo commercialista, perché dipendono dal numero di documenti e dalla data in cui correggi.
Quasi tutti gli scarti che vediamo non nascono il giorno dell’invio. Nascono mesi prima, in accettazione o alla cassa, quando un codice fiscale viene scritto a mano o un pagamento misto viene registrato in fretta. Correggere a fine anno vuol dire rifare lo stesso lavoro due volte, con i tempi stretti e il rischio di sanzione.
Per questo pensiamo che l’invio al Sistema TS non vada trattato come un adempimento a parte. Deve essere la conseguenza naturale di dati inseriti bene una volta sola: l’anagrafica del paziente, la prestazione con la sua tipologia, l’incasso con il suo mezzo di pagamento. Se fattura e trasmissione nascono dallo stesso dato, ogni passaggio in cui il dato viene ricopiato è un errore in meno.
C’è anche un motivo economico, oltre a quello fiscale. Ogni ora che la segreteria passa a inseguire scarti è un’ora tolta ai pazienti, ai richiami e all’agenda delle poltrone. Tenere basso il tempo di segreteria è un modo concreto per migliorare i margini dello studio.
Ufficio
In Odontia.cloud fattura e invio al Sistema TS lavorano sugli stessi dati dello studio: anagrafica, prestazioni e incassi. Abbiamo pensato il modulo per inviare le spese sanitarie in automatico, senza ricopiare i dati in un secondo strumento, e per tenere fatturazione elettronica e Sistema TS nello stesso posto.

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No. Il protocollo conferma solo che il file è stato ricevuto. Per sapere se i documenti sono stati acquisiti devi controllare la ricevuta: i documenti con codice E sono scartati e vanno reinviati.
Il codice E scarta il file o il singolo documento, quindi il dato non arriva nella precompilata del paziente. Il codice W è una segnalazione: il documento viene acquisito, ma conviene capire cosa il sistema ha segnalato.
La sanzione è di 100 euro per ogni comunicazione omessa, tardiva o errata, con un tetto annuo. Puoi ridurla con il ravvedimento operoso, e se correggi entro cinque giorni dalla scadenza ordinaria puoi regolarizzare l’errore. Il calcolo esatto va fatto con il commercialista.
Meglio di no. I documenti già acquisiti tornerebbero indietro come duplicati e produrrebbero nuovi scarti. Reinvia solo i documenti con codice E, dopo aver corretto il dato all’origine.
Sì. Il cittadino può segnalare al Sistema TS incongruenze su importi, classificazione della spesa e titolarità del documento. Quando succede, controlla subito l’impostazione del documento, perché lo stesso errore potrebbe riguardare anche altri pazienti.
Sistema TS: tabella degli errori e codici di scarto Sistema TS: aspetti tecnici Sistema TS: modalità di invio Sistema TS: spese sanitarie per i cittadini Agenzia delle Entrate: domande frequenti sulla precompilata Agenzia delle Entrate: spese sanitarie, risposte alle domande più frequenti Ministero dell’Economia e delle Finanze: decreto sull’invio dei dati al Sistema TS Agenzia delle Entrate: risoluzione n. 22/E del 2022 Ordine dei Medici di Firenze: invio fatture a Sistema TS